09
NOV
2016

Prodotti DOP e IGP per l’internazionalizzazione dell’agroalimentare

Dopo il protagonismo acquisito durante Expo Milano 2015, i prodotti Dop e Igp sono al centro dell’internazionalizzazione dell’agroalimentare. Sono veri e propri marchi di qualità, rilasciati dall’Unione Europea su proposta del Ministero delle politiche agricole e forestali, a fronte di un’istruttoria preliminare molto accurata e poi dell’impegno di tutti i produttori a sottoporsi al costante controllo di un ente terzo di certificazione.

I prodotti Dop e i prodotti Igp si identificano per le caratteristiche peculiari legate all’applicazione puntuale di un disciplinare di produzione, di cui sia comprovata l’origine “storica” nel territorio dichiarato nella denominazione.

La differenza fra prodotti Dop e prodotti Igp, sta nel fatto che, nel caso del prodotti DOP, tutto ciò che concerne l’elaborazione e la commercializzazione del prodotto, ha origine nel territorio dichiarato; mentre nel caso del prodotto IGP, il territorio dichiarato conferisce al prodotto, attraverso alcune fasi o componenti della elaborazione, le sue caratteristiche peculiari, ma non tutti i fattori che concorrono all’ottenimento del prodotto provengono dal territorio dichiarato.

Attualmente l’Italia conta il maggior numero di prodotti certificati: 805 quelli iscritti nel registro UE, di cui 283 Food e 523 Wine, per un valore complessivo di 13,4 miliardi, pari al 10% del fatturato totale dell’industria alimentare. L’export delle Igp vale 7,1 miliardi, ovvero il 21% dell’ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali.

Il Ministero delle politiche agricole è l’unica istituzione al mondo ad avere accordi con eBay e Alibaba per rimuovere dal web i falsi Dop e Igp dagli scaffali virtuali. Ad oggi l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) ha bloccato flussi mensili di vendita di oltre 136mila tonnellate di falso Parmigiano Reggiano (pari all’intera produzione annuale di quello autentico), più di 15mila tonnellate di falso Gorgonzola, 3.986.610 di finto Aceto balsamico di Modena e oltre 25mila tonnellate di Pecorino Romano non autentico.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina sui dati Istat: “Il primato del nostro Paese nel settore dei prodotti di qualità certificata conferma la distintività del nostro modello agroalimentare. Una leadership fatta dall’unione tra territori, tradizione, passione ed eccellenza. Un modello garantito anche dall’efficiente sistema dei controlli e riconosciuto all’estero. Come Governo siamo in campo con azioni mirate sul fronte internazionale e nazionale per essere sempre più competitivi. Le Dop e le Igp, già protagoniste in Expo Milano 2015, sono state infatti al centro del piano di internazionalizzazione sul quale abbiamo investito 70 milioni di euro solo per il settore agroalimentare. Ma penso anche al grande lavoro di promozione portato avanti per la prima volta in Italia con la Grande distribuzione organizzata, per valorizzare le nostre Dop e Igp all’interno dei punti vendita e renderle più facilmente riconoscibili da parte dei consumatori. Proprio nei mesi scorsi abbiamo lanciato anche la campagna istituzionale per aumentare la conoscenza e sostenere il consumo di questi prodotti. Oggi le prime 10 Dop e Igp nazionali sviluppano l’80% del fatturato del settore. Non ci accontentiamo. Vogliamo arrivare ad almeno 20 prodotti nei prossimi tre anni. Ma per farlo è necessario sostenere ancora i produttori, migliorare sul fronte organizzativo e fare rete”.

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