LA DOTT.SSA PAOLA BRIENZA PRESENTA POLIS

paola brienza intervista
Secondo l'Osservatorio Demos-Coop, in seguito a un sondaggio effettuato nel 2016 intervistando un corposo campione di italiani sul grado di approvazione/dissociazione che talune parole del linguaggio comune suscitano, nell'ambito di uno studio sulle prospettive future per il prossimo cinquantennio e i relativi termini per esprimerle, i risultati emersi in correlazione alla parola "politica", con le sensibili sfumature che il termine si porta in dote, sono stati chiari e spunto per interessanti valutazioni. Relegata, assieme a tutto l'immaginario che riguarda la rappresentanza degli interessi, nella parte sinistra di questa particolare classifica, quella dei termini che suscitano un immaginario legato a un passato superato e non più visto come necessario o utile, la politica, intesa come il mezzo della collettività per raggiungere quegli obiettivi (posti nella parte destra della classifica) auspicabili per il futuro, non è più percepita come una necessità o una risorsa, ma semmai sminuita e contratta nel suo significato primo fino ad assumere connotazioni derivative che l'hanno progressivamente allontanata dal gergo di ciò che le persone ritengono importante. Non è una valutazione quantitativa, cioè espressione di quanto la parola "politica" venga utilizzata nel nostro vocabolario, bensì la sua proiezione nel futuro, il senso di fiducia e sicurezza che da essa scaturisce.
Derivante dal termine greco polis,la politica è comunemente intesa come l'arte di gestire la cosa pubblica con il preciso indirizzo di dare una connotazione tangibile di tutto quell'insieme di attività specifiche della dimensione del vivere associato, in collettività. Come è ovvio, dal suo significato primordiale e relativo a una dimensione particolare, quale era la vita nelle poleis greche, la parola ha assunto nei secoli una connotazione tecnica diversa, riferendosi via via a macrocosmi sempre più complessi e pluralisti. Ma mai nelle lunghe peripezie intercorse per giungere ai giorni nostri, la politica ha perso quella sua matrice di funzione sociale indispensabile per il vivere collettivo. Ciò che è invece e senza dubbio accaduto, è che il suo significato si sia dilatato sino a comprendere aspetti di sé che ne hanno dato una connotazione distorta. Se oggi, domandando a un passante, si chiede quali associazioni scaturiscono dalla parola "politica", molte delle risposte comprendono un immaginario astratto fatto di dibattiti, pubblici litigi, ruberie, angherie e in generale azioni che esprimono qualità negative e a danno della collettività. Questo, anche e non solo, perché al significato originale di gestione della vita pubblica si è sommato, talvolta sovrapposto, quello più opportunistico di gestione della raccolta dei consensi, che ha trasformato il dibattito, almeno agli occhi dell'ascoltatore, in una gara ad accalappiare voti e cariche. Da ciò, in parte, deriva la difficoltà, anche per personalità leader nei rispettivi schieramenti politici nazionali contemporanei, di mantenere alto il livello di gradimento e consenso senza operare in rottura con la tradizione della classe politica. Si è venuto a creare un nuovo sistema di valori e di comportamenti che hanno il preciso e strumentale scopo di far percepire l'uomo politico come vicino al cittadino e non più appartenente a una sorta di élite nefasta e autoreferenziale.
In questo contesto, con il preciso scopo di favorire il dibattito e il dialogo a discapito dei colori e delle appartenenze e per far rifiorire a pieno il significato puro del termine, nell'ottica di formare la classe dirigente futura e di dotare di maggiori competenze quella attuale, dal 2016 presso la Link Campus University è in atto un progetto (POLIS Scuola Universitaria per la Formazione Politica) fondato e diretto dalla dottoressa Paola Brienza. Dotare i politici del futuro e in generale tutti gli appartenenti alla classe dirigente degli strumenti e delle competenze necessarie per intercettare la realtà nel suo divenire ed essere pronti e preparati per le future sfide che essa ci presenterà. In esclusiva per Spraynews.it la dott.ssa Brienza ha risposto a qualche domanda per approfondire le iniziative legate a Polis.
Dott.ssa Brienza, cos'è Polis?
«Polis è la Scuola universitaria per la formazione politica della Link Campus University. Si pone lo scopo di fornire le conoscenze e le competenze necessarie ad operare nei numerosi ambiti della vita sociale, economica e politica attraverso attività, corsi di formazione e seminari relativi alla politica e ai vari settori che compongono il mosaico della vita pubblica e delle istituzioni. Questo ci consente di ampliare il nostro raggio di azione e arricchire l'offerta didattica che proponiamo»
Può fornirci un esempio di quali tipi di corsi proponete, sia rispetto alla politica in senso stretto che alle sue numerose sfaccettature?
«Un esempio di corso "collaterale", è quello denominato "Privacy e Data Protection", scaturito dalla recente riforma del regolamento Ue sulla privacy entrata in vigore lo scorso maggio. Essendo ovviamente una direttiva europea con portata generale e a cui tutti devono sottostare, la materia è ideale per la strutturazione di un corso presso la nostra scuola. Tra gli esempi invece di offerta didattica legata alla politica nella sua accezione tradizionale, posso menzionare il corso “Comunicare la politica: tecniche e strumenti”, che ha l’obiettivo di insegnare le tecniche di comunicazione politica e di consulenza strategica, ed il corso "Keywords per il governo locale", in cui, attraverso l'analisi di parole chiave quali "democrazia", "pubblica amministrazione", "cittadinanza" e "innovazione", si compie un'analisi degli Enti locali focalizzando l’attenzione sulla mission, sul funzionamento e sulle potenzialità innovative degli stessi.»
A chi si rivolge l'offerta formativa della vostra scuola?
«Polis è pensata per la corretta e adeguata formazione della classe dirigente futura e per l'accrescimento delle competenze di quella attuale. Essendo un centro di formazione e ricerca, oltre ai corsi sopracitati forniamo anche la possibilità di partecipare a seminari, tavole rotonde, incontri con personalità della sfera pubblica e privata che possano dare un quadro esaustivo degli ambienti e delle conoscenze specifiche necessarie per operarvi. I corsi sono ovviamente aperti a coloro che vogliano in qualche maniera avvicinarsi agli ambienti della politica e conoscerne gli aspetti contenutistici e tecnici, ai rappresentanti politici, a chiunque operi nel pubblico impiego e nelle aziende private, ai professionisti, agli studenti e a tutti coloro che desiderano accrescere le proprie conoscenze nei vari settori che trattiamo.»
Come si pone Polis nel panorama politico nazionale? Ha una collocazione negli schieramenti attuali?
«Ci tengo espressamente a sottolineare che la nostra non è una scuola di indirizzo partitico, ma una scuola che, proprio per il fatto di essere universitaria, è per definizione al di fuori e al di sopra di ogni partito o movimento esistente. Questo ci consente di avere un Comitato di indirizzo che comprende tutti i colori politici senza alcuna distinzione pregiudiziale di sorta. Lo stesso si può dire del nostro Consiglio direttivo composto da personalità quali il presidente Giampaolo Rossi, oggi consigliere Rai, Alessandro Cattaneo, ex sindaco di Pavia e oggi deputato eletto con Forza Italia, Andrea Catarci ex presidente SEL dell’VIII municipio di Roma e vicepresidente delCd della scuola, Stefano Di Traglia, giornalista che è stato portavoce del Segretario nazionale del PD, il vicesegretario generale del Partito Socialista europeo Giacomo Filibeck, in grado di fornirci uno sguardo più "europeo" insieme alla presenza di Marco Scurria ex europarlamentare di Fratelli di Italia, Daniele Frongia e Flavia Marzano, rispettivamente assessori di Roma Capitale allo sport e alla Roma semplice per il M5S, Francesco Tufarelli ex Segretario generale dell’ACI ed oggi Direttore Generale del Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabio Perugia giornalista e responsabile in Italia dei rapporti con i media del World Jewish Congress, Rolando Galli che teneva i rapporti con la PA per Acea, l'attuale sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Armando Siri e Jean Léonard Touadi ex deputato. Proprio il nostro Consiglio direttivo è il motore scaturente, il deus ex machina alla base della nostra attività, la sorgente di tutte le direttive che indirizzano il percorso formativo all'interno della scuola»
Scorrendo sulla home page del sito di Polis, c'è una sezione interamente dedicata alle partnership. In che modo possono arricchire l'offerta da voi proposta?
«Quando è nata l'idea di fondare Polis abbiamo da subito pensato alla creazione di un partenariato di consultazione e sviluppo costituito da aziende e da enti. Tra le varie sigle di questo gruppo troviamo l'Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), l’Ang (Agenzia Nazionale per i Giovani), Invitalia, Confservizi Lazio oltre a numerosi enti privati quali Enel, Kaspersky, Topnetwork, EuromediaResearch, WPP ed altri. Operare con loro significa dar vita a nuovi prodotti formativi e avere soprattutto un quadro completo e delineato sia dalla parte istituzionale che da quella aziendale del mondo del lavoro, intercettando le necessità e la direzione del mercato. Questa sinergia ci consente di essere un polo all’avanguardia eideare corsi specifici ed innovativi, come nel caso di quello “Privacy e Data Protection”. Vorrei anche aggiungere, per completezza, che il nostro statuto vieta di fare lobby, pertanto, le aziende e gli enti che ci sostengono lo fanno perché credono nel progetto e ci aiutano a formare la futura classe politica dirigente.»
Esistono altre iniziative parallele sorte in concomitanza o derivanti dal progetto di formazione Polis?
«Con nostro grande piacere sta nascendo un’associazione Studenti Polis, composta da ex studenti della nostra scuola, utile sia per fornire un quadro reale di quali competenze si possano acquisire presso di noi, sia per avere una testimonianza diretta dell’esperienza vissuta»
Se dovesse racchiudere in un messaggio lo scopo primario di una scuola di formazione politica quale è Polis, quale sarebbe?
«Come già sottolineato in precedenza, intanto ci tengo a ribadire l’assoluta estraneità di Polis dalle scuole di partito, essendo per l’appunto una “scuola universitaria”. Questa sua caratteristica ha consentito a persone di diversa sensibilità politica di collaborare insieme in modo proficuo. Il nostro obiettivo primario è restituire alla politica il suo significato fondante e cerchiamo di farlo fornendo le migliori competenze possibili grazie agli interventi di docenti altamente qualificati e massimi esperti nei relativi settori. Vogliamo riportare il dialogo al centro della discussione politica, un dialogo vero, costruttivo, che porti benefici alla collettività. A tal proposito mi preme sottolineare il grande sforzo del direttore generale Pasquale Russo, sia nella strutturazione della scuola, nel suo passaggio da idea a realtà, sia nella sua lungimiranza nel credere a un progetto simile che ci sta portando grandi soddisfazioni».